Siamo un gruppo che si contraddistingue dal modo di vivere la natura e tutto ciò che essa può tramandare. Amiamo la montagna, per riscoprire il perduto piacere dell’avventura alla ricerca di nuovi orizzonti. Camminare senza alcuna meta seguendo l’istinto naturale del nostro fiuto, le tracce dei nostri pensieri, perdendoci e ritrovandoci, sdraiati a terra per udire il suono dell’infinito, il profumo della madre terra e innalzare il naso per seguire la giusta direzione, la chiarezza dell’aria pura, la pungente brezza che ti scuote dentro sussurrando; "è finita la salita tra poco spiana…" Tutto ciò con la consapevolezza di trasmettere e condividere le proprie emozioni, amichevolmente insieme con coloro che sentono gli stessi impulsi. Nulla nasce per caso, tutto accade per un motivo!!
Enrico

Sono un uomo del secolo scorso, ma se mi guardo allo specchio non riesco a ritrovarmi nell'età biologica del mio corpo. Nonostante l'età, un po' di capelli bianchi, i muscoli che rispondono più lentamente, i miei sogni continuano a non avere un nome, un luogo, un paese. Rappresentano sempre e ancora il desiderio di mantenere vive le emozioni che ho inseguito per tutta la vita. Non importa se poi questo succede in capo al mondo o a casa mia. Il mio desiderio è di poter continuare a inseguire le mie fantasie, i miei sentieri, i miei boschi e condividerle.
chiudi gli occhi e vedrai con chiarezza, smetti di ascoltare e sentirai la verita'. La felicita' e' per tutti ma e' sfuggente come una farfalla, rimane nel cuore oltre il tempo. Non costa niente sorridere agli altri, spargi un po' di felicita'.
Enrico

Gioventu'
La gioventu' non e' un periodo della vita, e' uno stato d'animo; non e' una questione di guance rosee, labbra rosse e ginocchia agili; e' un fatto di volonta', forza di fantasia, vigore di emozioni; e' la freschezza delle sorgenti profonde della vita.
Gioventu' significa istintivo dominio del coraggio sulla paura, del desiderio d'avventura sull'amore e per gli agi. E spesso se ne trova di piu' in un uomo di 60 anni che in un giovane di 20. Si invecchia quando si tradiscono i propri ideali.
Gli anni possono far venire le rughe alla pelle, ma la rinuncia agli entusiasmi riempie di rughe l'anima. Le preoccupazioni, la paura, la sfiducia in se stessi fanno mancare il cuore e piombare lo spirito nella polvere. A 60 anni o a 16, c'e' sempre nel cuore di ogni essere umano il desiderio di essere meravigliati, l'immancabile infantile curiosita' di sapere cosa succedera' ancora, e la gioia di partecipare al grande gioco della vita. Al centro del vostro cuore e del mio cuore c'e' una stazione del telegrafo senza fili: finche'ricevera' messaggi di bellezza, speranza, gioia, coraggio e forza dagli uomini e dall'infinito, resterete giovani. Quando le antenne riceventi sono abbassate, e il vostro spirito e' coperto dalla neve del cinismo e dal ghiaccio del pessimismo, allora siete vecchi anche a 20 anni, ma finche' le vostre antenne saranno alzate, per captare le onde dell'ottimismo, c'e' speranza che possiate morire giovani a 80 anni.
Samuel Ullman.
L'uomo che viaggia solo può partire oggi; ma chi viaggia in compagnia deve aspettare che l'altro sia pronto.
Henry David Thoreau

L'uomo non riuscirà mai ad eguagliare l'amore e la devozione di una donna
Per ogni viandante al ritmo di un tranquillo incedere si accompagna sempre un ritmo di buoni pensieri
Goethe
- Camminare come terapia
Ogni passo è un massaggio tonificante e benefico per tutto il corpo, ma anche una meditazione.
Camminare è come recitare un mantra.
Secondo la riflessoterapia alle varie zone del piede(calcagno, dita ...) corrispondono gli orani del corpo: cuore, fegato, polmoni, ecc. Ogni passo è un massaggio tonificante e benefico a tutto il corpo. Camminare è una attività fisica regolare che stimola e favorisce la respirazione, quindi l'attività dei polmoni ed il lento e regolare movimento della cassa toracica che a sua volta è un massaggio per tutti gli organi ivi contenuti. Oltre ai polmoni e al cuore, il fegato, i reni, lo stomaco. Respirare a pieni polmoni, possibilmente l'aria buona e pulita della montagna, del mare o della campagna significa anche pulizia del sangue attraverso l'assunzione del nostro cibo più sottile: l'ossigeno. Ed infine camminare è meditare. Il ripetersi di un passo dopo l'altro è come recitare una mantra. Camminare aiuta a rilassare la mente, a lasciar scivolare i pensieri senza trattenerli, a far entrare nuovi pensieri e nuove idee, ad essere creativi.
(da Tra Terra e Cielo settembre 2000)

- "Il vero miracolo non è né di volare nell'aria né di camminare sull'acqua, ma di camminare sulla terra.
(proverbio cinese)
- "Soprattutto, non perdete la voglia di camminare: io, camminando ogni giorno, raggiungo uno stato di benessere e mi lascio alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori li ho avuti mentre camminavo e, non conosco pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata ... ma stando fermi si arriva sempre più vicini a sentirsi malati"
(Kierkegaard)
- "Ho fatto la mia tesi studiando i lupi nelle Oasi di Protezione della Provincia d'Arezzo e grazie a questo "lavoro", che è la mia passione, ho scoperto il meraviglioso mondo della montagna e del camminare, col gusto non di arrivare alla cima il prima possibile, ma di assaporare ogni metro di foresta, ogni "panorama dall'alto", ogni odore, suono o sensazione. Ho camminato a lungo,con ogni condizione climatica, sempre da sola e per me è stato come fare meditazione. Ho riscoperto il piacere di vivere e sono letteralmente rifiorita: sono guarita da un male che mi trascinavo da sei anni e per il quale sembravano non esserci altre cure eccetto gli psicofarmaci o lo psichiatra, che però io ho sempre rifiutato. Avevo bisogno di trovare la mia dimensione , un nutrimento dell'anima."
Claudia (una camminatrice)

Riflessioni
Riflessioni su un articolo molto significativo, puro e semplice di cui ne condivido il personale sentimento. Confrontarsi con madre natura per recepire la sua grandiosità, il suo silenzioso messaggio, la serenità interiore. Sentimenti a me vicini che mi portano umilmente a identificarmi con un grande maestro: Walter Bonatti, esploratore e alpinista. A volte sembra impossibile pensare di avere le capacità di raccontare questi momenti di vita e soprattutto riuscire a trasmettere le proprie sensazioni, certezze, motivazioni, impegno, gioie, inquietudini, timori ed esitazioni. Un viaggio dentro se stessi, nel corso del quale ognuno, con la dovuta tranquillità e pace nell’animo, potrà riconoscersi in parte o trovare descritte certe sensazioni. Quella singola ombra, che di lato rincorre i passi della nostra solitudine, rimane a volte l’unica certezza di ritrovarsi finalmente a vivere un po’ di tempo con noi stessi, nella consapevolezza che bisogna continuare ad amare, forse anche soffrire perché nulla accade per caso ma per un motivo...è il gioioso e misterioso gioco della vita. Grazie Madre Natura, che mi hai dato il dono della vita, per avermi cullato e guidato in tutti questi anni del mio vagabondare, di cui ti ripago con infinito amore e rispetto ogni giorno della mia esistenza, a te devo questa mia felicità interiore, illuminata da fratello sole che riscalda il mio umile cammino, I suoi raggi solari sono impulsi, messaggi che trasmettono il lieto movimento ai miei pensieri, coloro che animano il piacere dell'avventura, il pungente profumo del mattino. Continuo a camminare, salire, riscendere, delicatamente sul tuo vellutato dorso splendente ricoperto di una chioma bianca, luccicante di neve appena scesa dal tuo universo per ricoprire tutto il tuo creato di un soffice mantello che al calar della notte farà luce alla dolce sorella Luna, lei a volte piena e luminosa, a volte tenua e nascosta nell'ombra per farci capire quanto siamo piccoli e fragili difronte a tale meraviglioso e potente universo.
Enrico

There will be a time when those whom remembered me, will be forgotten..! Ci sarà un momento in cui coloro che mi ricordavano, saranno dimenticati.

Non sono gli anni della tua vita che contano, mala vita nei tuoi anni. Il limite non è nient'altro che una barriera filosofica del pensare.

Per un mondo in verticale...
“La gente inizia ad arrampicare perché soffre le regole e i regolamenti, e Dio benedica queste persone.” Jhon Gill Grazie ad un’amica mi sono trovata ad entrare in contatto con l’arrampicata e con il CAI di Orbassano che mi ha dato l’opportunità di frequentare questo corso. Ed ho scoperto un mondo. Ho trovato un ambiente di persone che mi hanno saputo infondere energia, passione e soprattutto la voglia di trasmettere la loro esperienza con grande umiltà. Si è creato un gran bel gruppo in cui veicola parità e nessun bisogno di emergere; questo grazie ai miei compagni e all’abilità degli istruttori nel far transitare un messaggio di parità e di consapevolezza dei limiti. Perché ad arrampicare non si va da soli, c’è bisogno di almeno un compagno di cui fidarsi! Ho visto posti meravigliosi, con persone che conoscono le montagne e le vivono con passione e rispetto. A maggior ragione per me, che non sono di queste parti, è stato un grande onore poter vivere la montagna e la parete attraverso i loro occhi e rimediare qualche lezione gratuita di dialetto locale, che nella vita può sempre essere utile! Arrampicare non è solo fare sport, porta con sé una dimensione che include un cambiamento di prospettiva sulla realtà e sulle proprie capacità; è una sfida continua tra l’istinto e la ragione, tra la voglia di arrivare all’obiettivo e il tempo di riflettere, cercando la via migliore per raggiungerlo, tra i limiti del proprio corpo e quelli della propria mente. Ho imparato a guardare in verticale senza perdere di vista la parete che mi ospita, che può diventare un amico su cui appoggiarsi o un nemico da sfidare; trovarmi da sola in parete, con le mie paure e con le mie difficoltà, mi ha messo in condizione di dovermi superare nell’affrontarle, anche se non sempre ci sono riuscita, ma anche questo fa parte del gioco. Perché di gioco si tratta, del gioco della vita condensato in un’affascinante avventura. È un’esperienza che richiede attenzione, responsabilità, tutte caratteristiche che però nulla tolgono alle emozioni, anzi ne accrescono il valore. Ciò che più mi ha colpito, è imparare a vedere appoggi ed appigli che all’inizio mi sembravano infinitamente piccoli, diventare sempre più grandi ed in grado di sorreggermi. In fondo è un ridimensionamento, un cambiamento di punto di vista. Grande scuola di vita. Come dice Erri De Luca, ognuno col suo bagaglio, si può salire per allontanarsi da qualcosa o per avvicinarsi a qualcos’altro o solo per sfidare i propri limiti ma, indipendentemente dal perché si salga, io credo che ne valga veramente la pena. È un’esperienza che consiglio a tutti, perché alcune esperienze passano altre, a prescindere da come andrà la propria “carriera” di arrampicatori, rimangono dentro ed arricchiscono. Quindi non abbiate paura, provate, respirate e fidatevi dei vostri istruttori; sono sicura che non rimarrete delusi e soprattutto li ringrazierete. Io lo sto facendo ora.
Laura Lipparoni

Le burle del Picchio
- Chi c'è c'è, chi non c'è non c'è
- Vai, è tutta cioccolata
- Chi paga? paghi tu, chi paga paga, paga tu!
- Ecco semo arrivati, amo' spiana!!
- Muore la pecora muore l'agnello, muore il bue e l'asinello, muore la gente piena di guai, ma i rompicoglioni non muoiono M A I !!
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